Case green, richiamo UE all’Italia: accelerare sulla ristrutturazione degli edifici
Arriva dal report annuale sullo stato dell’Unione dell’energia, pubblicato l’11 settembre 2024, l’ennesimo richiamo all’Italia sul tema della transizione energetica e delle politiche pubbliche per la riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare. Nel 2023 il 4,1% degli italiani ha avuto difficoltà a pagare le bollette e il 9,5% non poteva mantenere la casa calda durante l’inverno. Nel 2021 questi dati erano rispettivamente del 6,5% e dell’8,1 per cento. Per questo motivo – spiega il rapporto – il nostro paese deve “aumentare il tasso e l’intensità della ristrutturazione degli edifici, in particolare quelli con le prestazioni peggiori” andando nella direzione già più volte indicata dalla direttiva Case green.
Al netto degli effetti positivi del Superbonus, secondo il rapporto una quota rilevante dei consumi finali di energia è da attribuire proprio al settore residenziale: si tratta di 29,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio. Un dato in riduzione del 5% tra il 2021 e il 2022 che va ridotto ulteriormente per rendere più sostenibile il nostro sistema (la media dell’Unione Europea ha registrato una riduzione quasi del 19,6%.). Su questi consumi incidono per l’80% il riscaldamento e il raffrescamento delle case. Le rinnovabili coprono solo circa il 21% di questi consumi.
Le pompe di calore sono la tecnologia sulla quale la direttiva Case green punta per attuare la transizione energetica e l’elettrificazione del nostro patrimonio immobiliare. Secondo i dati della Commissione, nel 2023 sono state vendute circa 378mila pompe di calore; un dato in calo del 26% in confronto all’anno precedente. Al 2023 il patrimonio di pompe di calore installate è di circa 4,1 milioni di apparecchi.